La compagnia


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La compagnia

L’Effimero Meraviglioso nasce a Sinnai nel 1991 per opera della regista Maria Assunta Calvisi, trasferitasi nel 1986 dall’Abruzzo in Sardegna, dove ha portato e messo a frutto il proprio bagaglio professionale e artistico acquisito nella precedente esperienza. La Calvisi ha curato tutte le regie e la direzione artistica della Compagnia. Il primo nucleo nasce da un gruppo di giovani che, affiancati da un gruppo di attori professionisti, attraverso stages e laboratori, crescono e si misurano con il teatro. Così i primi spettacoli "Le allegre comari di Windsor" e "A metà della notte" testo del poeta Elio Pecora, che debutta al Festival di Todi del ’92.

A seguire "Le figlie del defunto colonnello" un inedito di Dacia Maraini e nel ’93 un testo di C. Terron "Stasera arsenico ovvero la commedia del caffè".

Nel ’94 un’importante esperienza: stage di dinamica corporea con Benito Granese che sfocia in una messinscena inusuale di "Pierino e il lupo".Già da questa data si possono individuare alcune linee direttrici della Compagnia: collaborazioni stabili come quella con il costumista Marco Nateri, con il musicista Lucio Garau, (quest’ultimo sino al suo trasferimento nel ’97 dalla Sardegna) e la concezione di un teatro aperto, non rigido, xx ingabbiato in classificazioni ed etichette. La Calvisi ama rispondere a chi le chiede "Che teatro fai?"
Quello che mi piace e che mi sento di fare in questo momento. Teatro d’avanguardia? Teatro di parola? Teatro convenzionale? Teatro di rottura? Falsi problemi, schemi inutili. L’importante è credere in un teatro vitale, in grado di trasmettere emozioni e idee. Per cui si lavora sul corpo, sulla parola e si collabora con attori e operatori teatrali di varie provenienze ed esperienze.Nel ’95 una svolta importante: la messinscena di "Grazia a Maria", testo di Nino Nonnis: l’inizio di uno stile di lavoro che contraddistingue ancora oggi l’attività dell’Effimero Meraviglioso. Con "Grazia a Maria" si da inizio infatti a quell’approfondimento personale e certamente non stereotipato, sulla cultura sarda, che porta alla produzione di spettacoli, ora ironici, ora di grande impatto emotivo (che è poi la doppia faccia del mondo interiore del Nonnis): "Anna e Luigi", "Pantasimas", "La piccola Parigi", "Oggi mi sento proprio bene". Unica eccezione "Sento strane voci" che la Calvisi mette in scena su poesie inedite della scrittrice Maria Giacobbe: l’impronta femminile che è presente in tutti gli spettacoli, qui si fa volutamente manifesta ed esplicita.

 

 


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